Ricerca, cosa sta diventando l’ISS?

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Una domanda che ci siamo già posti quando la nostra dirigenza ha tentato di far passare una decina di chiamate dirette al CdA (fermate dal nostro determinato intervento). Una domanda che oggi torna attuale a fronte di alcune iniziative dei nostri vertici che nel migliore dei casi lasciano perplessi.


Su tutte sicuramente le proposte di modifica al ROF che appaiono un vero e proprio colpo di mano rispetto ad un regolamento frutto di una discussione partecipata e pubblicizzata come particolarmente democratica che a distanza di due anni viene modificato in modo assolutamente verticistico, passando esclusivamente attraverso la mera informazione scritta alle organizzazioni Sindacali. Ma il metodo si spiega andando nel merito delle modifiche proposte, che evidenziano una scelta molto chiara di un modello gestionale antitetico con il nostro Istituto e estremamente offensivo nei confronti dei lavoratori ISS.

In particolare la possibilità di collocare in qualsiasi fascia stipendiale del I livello dirigenti di Centro o Dipartimento provenienti da fuori e quelle che prevedono la possibilità di far diventare direttore di servizio, di centro o di una struttura di missione temporanea un dipendente di un’altra pubblica amministrazione, rappresentano il preludio a una colonizzazione dell’ISS e la pietra tombale sulle più che legittime aspirazioni di carriera del personale dell’Istituto. Oltre alla contraddizione palese del 'risparmio organizzativo' tanto osannato solo pochi mesi fa.


Non più di una settimana fa, nell’ambito del tavolo sull’applicazione della stabilizzazione Madia, abbiamo chiesto che venisse affrontata con risorse adeguate la questione carriere di ricercatori e sotto inquadrati proprio nell’ottica di valorizzare le professionalità presenti in Istituto consentendo quella crescita professionale finora negata, utile a costruire una nuova dirigenza scientifica. Ci sembra chiaro che l’idea dei nostri vertici vada in senso diametralmente opposto e non può che trovarci all’opposizione.


Riteniamo che tali proposte diano la misura della scarsa considerazione che questa dirigenza ha di NOI, dei lavoratori dell’ISS, incapaci secondo loro di assumere incarichi dirigenziali, peraltro strapagati! Tutto ciò mentre noi semplici lavoratori ISS riceviamo un’elemosina per aumento contrattuale dopo 8 anni di blocco, ci azzuffiamo per un passaggio di livello, ci viene detto che i passaggi di fascia devono essere meritocratici e da anni non ci viene data la possibilità di passare al II o al I livello.


Oltre quindi ad essere offensivo per tutti noi, il dato più preoccupante è che complessivamente emerge un’idea privatistica di gestione che è incompatibile con un ente pubblico quale l’Istituto Superiore di Sanità.


Un’impressione, la nostra, rafforzata da alcune voci, delle quali chiediamo conferma al Presidente attraverso una lettera aperta, che ci raccontano che, mentre la generalità del personale ISS lavora spesso in condizioni difficilissime per spazi, materiale e macchinari, il nuovo centro HTA è in grande espansione, spazi compresi, con personale non ISS, di provenienza quasi esclusivamente dall’Università Cattolica, con borse di studio e CoCoCo. È risultato chiaro fin da subito che l’HTA fosse uno dei centri sui quali si sarebbe puntato di più, ma eventuali investimenti, in termini di spazi e non solo, andavano inseriti in una più generale riassegnazione sulla base della numerosità delle strutture e delle esigenze lavorative connesse con la propria mission.

Inoltre, invece di riconvertire il  personale ISS in funzione HTA con corsi di formazione interni, ci risulta gli sia stato proposto unicamente un master presso l’Università Cattolica, coordinato dallo stesso Direttore del Centro proveniente, neanche a dirlo, dall’Università Cattolica ed in chiara incompatibilità rispetto al ruolo di direttore di Centro in ISS.


E allora, cosa sta diventando l’ISS? Noi sappiamo molto bene cosa NON vogliamo diventi.


L’ISS non è terra di conquista e non vogliamo che diventi una colonia di qualsivoglia altra istituzione! In particolare privata, perché il nostro ruolo di terzietà sarebbe compromesso.


In attesa di ricevere i chiarimenti richiesti con una lettera ai vertici dell’Istituto, non abbiamo esitazioni a schierarci dalla parte del personale dell’istituto per difenderne dignità e diritti! Per far sì che il nuovo Istituto Superiore di Sanità sia trasparente, privo di conflitti d’interessi, al servizio del cittadino in quanto ente terzo.

Venerdì 9 marzo ore 12:30 Aula Ferro di Cavallo
PRESIDIO
in occasione del CdA che discuterà le proposte di modifica al ROF



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