Stabilizzazione precari, l’INAF gioca al ribasso e confessa il ricorso al lavoro nero. USB: tutti assunti

Nazionale -

Premessa.


L’INAF, con la pubblicazione del piano assunzionale, ha di fatto ammesso di aver gravemente sfavorito il personale ‘non comma’ come lo definisce. Anzi, ammette di aver eluso tutte le leggi sulla tutela del lavoro ed in particolare quelle della raccomandazione 2005/251/CE. Stiamo parlando, quindi, di lavoro nero da tutti in punti di vista. Un’ammissione importante, che USB PI provvederà a comunicare all’Ispettorato della Funzione Pubblica e all’Ispettorato del Ministero del Lavoro per avviare tutte le iniziative, compresa l’immediata conversione a tempo determinato del personale falsamente inquadrato con borse di studio e dottorati. Un ‘je m’accuse’ inaspettato e grave che denota anche l’abbandono che i sindacati - ora della scuola - hanno fatto del personale precario, e come siano stati causati notevoli danni al personale laddove i contratti atipici e di falsa formazione non sono stati convertiti in lavoro subordinato. Dobbiamo per questo ‘ringraziare’ l’amministrazione per l’esauriente documentazione che ci consentirà di  chiedere i conseguenti danni erariali ai vertici e, proprio a causa delle evidenti responsabilità nell’elusione e nell’illegittima applicazione delle norme, le dimissioni dei vertici stessi.


Questo premesso, con l’idea chiara di far emergere questo personale sfruttato, in maniera ora evidente, e costruirgli un percorso di stabilizzazione chiara e non nebulosa come quello raffazzonato dell’INAF, perchè in uno stato di diritto, le norme e le applicazioni delle stesse vanno rispettate.


Appare chiaro, infatti, che ora più che mai anche i percorsi concorsuali saranno oggetto di ricorsi e blocchi, per cui l’Ente ‘millanta’ un piano assunzionale che, se non definito in maniera chiara, non tutela nessuno. Per questo, precisando che USB non bloccherà le stabilizzazioni dei comma 1 ‘TD’, riteniamo che la difesa delle stabilizzazioni passi per quella dei comma 1 ‘misti’ e al conseguente allargamento dei posti.


Il piano di USB è pertanto quello di vincolare questi primi 200 posti alla stabilizzazione dei comma 1 e dei comma 2, e nel 2019 ottenere, anche attraverso nuovi stanziamenti governativi, un piano assunzionale che comprenda anche concorsi pubblici con riserva per i tempo determinato (ossia per i ‘non comma’ che devono essere al più presto convertiti a TD).


INIZIATIVE


1. Atto di Notorietà ‘VERO’
Fermo restando che lo stanziamento della Funzione Pubblica per le stabilizzazioni deve prevedere un uguale contributo da parte dell’Ente (ossia circa 180 unità di III livello), appare chiaro che nella stabilizzazione c’è spazio per tutti i comma 1 (che stimiamo sotto le 140 unità) e i comma 2 più anziani. Condizioni quindi assolutamente migliori di quelle che propone l’amministrazione.


Ma appare altrettanto chiaro che l’amministrazione abbia individuato solo 60 comma 1, escludendo tutti gli altri aventi diritto. E per accertare l’anzianità reale di contratto ha predisposto un atto di notorietà che deve contenere una dichiarazione chiara e non mendace. Tale ‘format’, tuttavia, limita la dichiarazione ai soli comma 1 ‘TD’, mentre gli atti ufficiali attualmente in vigore, come le circolari interpretative, impongono ai singoli comma 1, compresi quelli ‘misti’, di dichiarare con chiarezza il loro stato matricolare e il diritto alla stabilizzazione come comma 1. Altrimenti, INAF dovrebbe denunciare per mendacità il ministro Madia che ha firmato quelle circolari!
Per questo abbiamo predisposto dei modelli di atto di notorietà inclusivi, che invitiamo a firmare ed inviare all’Istituto. Invitiamo inoltre i comma 1 ‘TD’ a completare le proprie dichiarazioni indicando anche l’anzianità ‘atipica’ di assegno di ricerca, proprio alla luce dell’interpretazione AUTENTICA della Funzione Pubblica.


2. Azioni legali
Anche senza attendere le ulteriori iniziative dell’Ente, riteniamo che vadano iniziate le azioni legali propedeutiche alla difesa del diritto dei comma 1 e comma 2, comprensive dell’allargamento, seguendo la legge di bilancio per quanto riguarda il cofinanziamento. Queste iniziative riguardano tutti gli stabilizzandi anche perché mentre impugneremo i bandi pubblici non impugneremmo mai le stabilizzazioni dei comma 1. Le iniziative legali comprendono:


a. Impugnativa degli atti che limitano le stabilizzazioni, comprensiva dell’ammontare economico destinato;
b. Difesa del diritto alla stabilizzazione diretta dei comma 1 misti;
c. Difesa del diritto alla selezione per ‘conferma di idoneità’ per i comma 2;
d. Difesa della continuità lavorativa attraverso applicazione estensiva, compresa riassunzione, del comma 8.

3. Emersione della falsa formazione
A seguito della ‘autodenuncia’ dell’amministrazione, i falsi contratti di formazione che, come mostrato e dichiarato chiaramente, hanno durata analoga ai contratti reiterati stabilizzabili con l’articolo 20 della Madia, appare inevitabile che questo personale debba essere convertito a tempo determinato entro il 2018 anche avvalendosi dei fondi liberati dalle stabilizzazioni.



Unione Sindacale di Base – Pubblico Impiego