Al tavolo INAPP USB l’hanno portata i lavoratori

Nazionale -

Con la convocazione che vi alleghiamo, la Presidenza INAPP ci esclude dal tavolo. Al di là dell’evidente impreparazione e della carenza di notizie (al Presidente non risulta che eravamo al tavolo ARAN, ma eccome se c’eravamo!), la vicenda diventa esilarante quando gira la richiesta ai sindacati collaborazionisti in merito alla nostra partecipazione o meno al tavolo di trattative previsto per il 22 maggio.


Cominciamo con alcune precisazioni. Unione Sindacale di Base Pubblico Impiego reclama un diritto che le hanno dato i lavoratori e questo è un dato politico che Sacchi ha inteso ignorare. C’è poi un diritto di partecipazione disciplinato dal contratto quadro del 2016 relativo alla costituzione dei comparti, perché ricordiamolo, USB PI nel comparto è chiaramente rappresentativo (e continua a crescere a differenza degli altri).


Infine, la convocazione è palesemente anti USB poiché la stessa Amministrazione, tanto attenta all’applicazione delle norme, fa finta di non sapere che la sigla FSUR CISL, inclusa nella lista delle organizzazioni convocate per il 22 maggio, non esisteva come sindacato al momento della nuova determinazione del comparto Istruzione. Infatti, se la UIL RUA si è compiutamente federata alla egemonizzante sorella maggiore UIL Scuola, la FIR non l’ha fatto nei tempi (e cosi pure CISL Università). Quindi al tavolo deve essere convocata e firmare gli accordi la CISL SCUOLA e non la FSUR.


Non sappiamo se consigliato o meno, ma Sacchi ci regala un bell’assist: comportamento anti-sindacale. E stavolta se perde lo denunciamo anche alla Corte dei Conti. Un comportamento antisindacale talmente palese e confortato dal silenzio degli altri sindacati collaborazionisti che si sono guardati bene dal denunciare che la convocazione per il 22 maggio era sbagliata.


A quel tavolo viene negata così non solo la rappresentanza del primo sindacato dell’Istituto ma anche tutti quei diritti dei lavoratori di INAPP e della Ricerca acquisiti attraverso innumerevoli battaglie nell’ambito del comparto Ricerca.


E’ decisamente grave che tra i temi all’odg del 22 maggio manchino: le stabilizzazioni e i soldi dell’articolo 54 (e pure un po’ di risorse per il fondo accessorio). Manca, soprattutto, la Ricerca Pubblica con le sue distintività. Questo grazie al nuovo CCNL Istruzione e Ricerca, su cui pesa come un macigno il potere che i sindacati della scuola hanno dato ai presidi (e al management negli Epr), che ha aperto la strada alla fine della flessibilità dell’orario in INAPP, alla discrezionalità dei dirigenti nel concedere o meno diritti ai lavoratori, demolendo così quegli strumenti di benessere organizzativo necessari al buon funzionamento dei gruppi di ricerca.


E’ evidente che il tavolo Sacchi-collaborazionisti andava costruito così. Perché se si escludono dal tavolo i ‘rompiscatole’ di USB si completa il lavoretto iniziato con la svendita dell’ISFOL, andando verso la costituzione di un mini ente del Presidente, pieno di ultra-precari assegnisti e pochi fedelissimi. Per gli altri? Orario da ministero ed emarginazione.


Il tavolo è pronto…ma pure noi a rivoltarlo!
Iniziamo dai tribunali. Poi con la lotta e la denuncia politica al nuovo Governo. E vediamo chi esce prima dal tavolo e dall’Istituto.



Unione Sindacale di Base Pubblico Impiego