USB Ricerca incontra l’onorevole Madia su precariato, governance e comparto

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L’Unione Sindacale di Base PI Ricerca è tornata a proporre a parlamentari del principale partito di opposizione (PD) e a quelli del principale partito di maggioranza (M5S), le priorità per rilanciare il nostro settore. Un lavoro di tessitura politica che, coniugato alle lotte, ha posto le basi per le stabilizzazioni - nella passata legislatura - dapprima con norme ad hoc per ISS e ISTAT e poco dopo con la vittoria di ISPRA che ha dato l’avvio all’art. 20.


All’onorevole Madia, nel nostro incontro, abbiamo confermato come le norme predisposte durante il suo dicastero stiano permettendo la soluzione positiva del precariato in diversi enti; oltre a quelli di cui sopra, anche CREA e INDIRE sono avviati alla soluzione. Esistono tuttavia notevoli problemi in altri enti, innanzitutto INRIM ed INAF, dove l’applicazione delle norme è estremamente rallentata e limitata. Per questi casi abbiamo convenuto con l’ex ministro di utilizzare l’istituto dell’interrogazione parlamentare per monitorare l’applicazione della norma da parte degli enti ed evidenziare quelli che operano al ribasso.


Per stabilizzare tutti i precari esiste ancora un problema di natura economica per il quale abbiamo proposto alcuni interventi di natura fiscale. Sottolineata anche la problematicità di quei precari, molto presenti all’INFN, che hanno attività di servizio presso istituzioni di ricerca come le università e l’esigenza di prevedere concorsi che riconoscano i precari storici che non sono stati inseriti nelle attuali norme. Evidenziata inoltre la necessità di poter prorogare lo stesso art. 20 anche a coloro che raggiungono i 3 anni di contratto nel 2018.
All’onorevole Madia, che ha ribadito la volontà di continuare a lavorare sulle stabilizzazioni, invieremo dati sullo stato delle problematiche ente per ente, mentre continueremo a spingere affinché le Commissioni Cultura liberino al più presto il decreto per i fondi MIUR e perché sia finalmente sbloccata la circolare n. 2/2018.


Positivo l’interesse dell’ex ministro anche sui temi di governance e comparto ricerca. Su queste materie approfondiremo i possibili interventi anche per portare la governance degli enti sotto il Consiglio dei Ministri e per migliorare il Dlgs 218/2016 sulla semplificazione degli enti e per il recepimento della Carta Europea dei Ricercatori.


Il lavoro di USB è proseguito con la richiesta di audizione alle Commissioni Cultura sullo stato degli EPR sulle stesse tematiche.
Ci aspetta un autunno determinante per rilanciare gli enti, con finanziamenti e norme che riportino il settore al centro della discussione politica. Siamo consapevoli di essere rimasti l’unico sindacato della ricerca a svolgere il proprio ruolo: basta infatti vedere la pressoché totale assenza di incontri e di accordi tra MIUR e FLC, FSUR e UIL Scuola-RUA per capire come, passate le elezioni RSU, gli Enti di Ricerca e i lavoratori siano stati dimenticati dalle controparti datoriali e sindacali.


Un forte settore della ricerca non può prescindere da organici, finanziamenti, governance e salari che siano all’altezza del Paese che i governanti continuano a dire di volere.


Cogliendo le attuali contraddizioni, USB PI intende ottenere non solo parole ma fatti. Dopo le stabilizzazioni, su cui molto resta ancora da fare, è il momento ora di alzare il livello di attenzione e di intervento su tutto il settore. Siamo i soli in campo ma siamo tanti e siamo determinati.
RICERCA PUBBLICA RELOAD ORA PIU’ CHE MAI!


Unione Sindacale di Base PI Ricerca