DALL’ISS UN SEGNALE A TUTTI I LAVORATORI DEGLI EPR: SI PUÒ VINCERE!!!


La lotta dei lavoratori dell’ISS organizzata da USB con l’occupazione dell’Istituto per 81 giorni è arrivata a conclusione con l’approvazione dell’emendamento per la stabilizzazione dei precari. Un percorso di lotta  lungo e durissimo condotto contro il vento che arriva dall’Europa e che spira forte contro i diritti e contro il settore pubblico. Una vittoria che porterà, anche grazie alle risorse assunzionali proprie dell’ente, alla stabilizzazione tutti i lavoratori precari dell’ISS e ad un rilancio complessivo dell’Istituto Superiore di Sanità.


Una vittoria arrivata grazie alla determinazione dei lavoratori che si sono resi disponibili al protagonismo e hanno scelto la via del conflitto per affermare il proprio diritto ad un lavoro stabile. Una disponibilità concreta materializzatasi con la grandissima partecipazione all’occupazione e a tutte le iniziative, con il coinvolgimento anche dei lavoratori cosiddetti stabili, che ha avuto nello sciopero del 25 gennaio il momento più alto con un’adesione vicina al 40%.


La vittoria dei diritti legati alle funzioni, perché lottando per il diritto alla stabilizzazione, i precari dell’ISS, insieme al personale di ruolo, hanno rivendicato la propria funzione al servizio della committenza sociale e quindi hanno legato i propri diritti al rilancio del principale ente di ricerca sanitaria del Paese.


Un modello di lotta che può e deve essere replicato in tutti gli enti perché tutta la Ricerca Pubblica è patrimonio del Paese e con essa le professionalità che vi sono espresse. Stiamo già lavorando in tal senso in alcuni enti, come il CREA, per costruire le condizioni necessarie alla replicazione.


L’abbattimento delle piante organiche, e la maggiore agibilità per le assunzioni che ne deriva, introdotta dal decreto Madia, seppure incontri il giudizio positivo di USB in quanto è una nostra richiesta, non è condizione sufficiente a dare risposte concrete ai diecimila precari degli EPR. Troppi enti non sarebbero comunque in grado di assumere i precari perché già hanno superato o sono vicini a farlo, il limite dell’80%.


Non bastano modifiche normative di estensione dei termini!
Servono risorse, servono investimenti!


Chi, come il sindacato complice, percorre questa via lo fa perché ha accettato le compatibilità economiche dentro le quali non c’è spazio per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori precari e che sono all’origine del progressivo disfacimento del settore degli enti Pubblici di Ricerca. Quel sindacato che durante l’occupazione dell’ISS ha cercato di ignorare cosa accadesse, quando non ha palesemente e pubblicamente ostacolato l’approvazione dell’emendamento, è lo stesso che va a braccetto con i presidenti degli enti che in molti casi non vogliono stabilizzare i precari, Inguscio docet.


USB non conosce compatibilità economiche, si oppone sul piano strategico alle politiche della UE di attacco a tutto ciò che è pubblico, non ha governi o presidenti amici e fa del conflitto il principale strumento di azione sindacale.


PER QUESTO SIAMO PRONTI A CONTAMINARE TUTTI GLI ENTI DI RICERCA IL GERME DELLA RIVOLTA!

 

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