Precari CREA: è cominciata la lunga marcia e qualcuno gioca al ribasso

La mobilitazione è iniziata. Alla fine dell’assemblea che si è tenuta in Sede centrale il 23 febbraio, i lavoratori del Coordinamento precari del CREA e quelli di USB, con un flash mob,  hanno presentato al Commissario la piattaforma rivendicativa. VENTI MILIONI DI EURO per la stabilizzazione dei precari, che significa, l’aumento del fondo ordinario, come per l’ISS e l’ISTAT, che garantirà le funzioni dell’Ente, l’assunzione dei precari e il conseguente svincolo dei fondi della ricerca. Un piano semplice misurato e determinato. Gli strumenti li abbiamo e intendiamo applicarli. La determinazione pure.


L’incontro con il Commissario ha portato i primi risultati concreti. Di fatto ha confermato l’impegno a mantenere in servizio tutti i precari storici e ha assicurato che chiederà al Ministro Martina gli investimenti e le norme necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo.


Siamo di fronte a una svolta, siamo determinati a percorrerla senza timori e senza accettare il gioco al ribasso che qualcuno sta già tentando di fare. Per questo vogliamo dedicare alcuni passaggi del comunicato, per rispondere all’ennesimo tentativo di mistificazione, messo in atto da altri (“Comitato di Ente FLC”) con un documento fatto circolare in alcune sedi periferiche del CREA.


In primo luogo, vogliamo evidenziare la loro difficoltà nel saper interpretare le norme (chiedere conferma alla FLC CGIL ISTAT o al Coordinamento dei precari ISTAT). Inoltre, notiamo come politicamente, il “Comitato di Ente FLC”, non fa altro che indebolire le richieste, dimenticando proprio l’investimento che solo il ministero vigilante potrebbe dedicare.


A dimostrazione di questo ci sono alcuni passaggi che vanno ribaditi:


fino a oggi le norme previste per l’ISS e l’ISTAT, sono le uniche che aumentano il personale stabilizzabile (nel caso ISS si passa dai 330 della legge D’Alia ai 426 della norma, nel caso ISTAT addirittura c’è un aumento del 200%), chiedere ai precari se è la stessa cosa.


l’effetto traino. Gli altri Enti usufruiranno di questi miglioramenti grazie al testo unico sul pubblico impiego. E come ha già affermato il ministro Madia all’incontro sui decreti, grazie a ISS, ISTAT e maestre d’asilo (lotte in cui USB è stato direttamente coinvolto) ora c’è l’effetto traino.


le proposte che il “Comitato di Ente FLC” prospetta, noi le abbiamo avanzate a settembre scorso in parlamento e comunque, per inciso, senza fondi sono destinate a cadere nel vuoto.


Chi scrive certe cose, ha il chiaro intento di abbassare il livello delle richieste sul precariato, come dire, lottare non porta a niente. Sul documento che hanno prodotto, sostengono che in ISS saranno stabilizzati solo il 22% dei precari. Noi pensiamo che arriveremo, nel solo 2017, a superare il 70%. Quando gli attuali precari avranno firmato i loro contratti di assunzione, comunicheremo i numeri precisi. Immaginiamo l’imbarazzo di chi dovrà spiegare ai propri iscritti l’evidente incapacità. Ma d’altra parte l’inadeguatezza della propria funzione sindacale sul tema, viene evidenziata nel rappresentare il precariato ISS come “omogeneo”. Ossia per il 94% a tempo determinato, se preferite per l’80% in stabilizzazione. E ovviamente non iscritti alla FLC CGIL.


Lo ripetiamo. La polemica non è utile. Noi chiediamo 20 milioni destinati a 600 assunzioni di precari. Loro stanno chiedendo dei palliativi. Ma dietro, evidentemente c’è qualcos’altro. Non glielo permetteremo. I precari del CREA sono in marcia. Sarà lunga ma la vinceremo!


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