Altro che pluralismo: all’Istat alcuni sindacati confederali chiedono la revoca delle prerogative sindacali di USB

Roma -

Il CCNQ del 2017 prorogava per il triennio 2016-2018 le prerogative dei sindacati non rappresentativi, tra cui quella di indire assemblee.

In base all’art.39 comma 2, così come per tutti i diritti e le prerogative, vale l'ultrattività del contratto che opera fino alla stipula di uno nuovo.

In attesa di un parere dell’Aran richiesto dal nostro Istituto per chiedere lumi sull’interpretazione della norma, i sindacati confederali interni da settimane fanno pressioni sull’Amministrazione Istat perché questi diritti siano tolti a USB-PI.

Questa indebita forma di pressione, che andrebbe esercitata sulle innumerevoli questioni contrattuali in sospeso nell’Istituto, rivela in realtà l’intolleranza verso la democrazia sindacale che si esercita attraverso il pluralismo e le voci critiche fuori dal coro confederale.

E’ la difesa gretta e miope di un monopolio rappresentativo che non riesce a difendere i diritti dei lavoratori ed è succube, se non complice, della deriva autoritaria della nostra Amministrazione. Quindi si rifugia nella chiusura dell’altrui agibilità, incapace di recuperare una propria capacità rivendicativa.

Alla fine l’Aran ha dato un parere negativo, che non è comunque una norma di legge. L’Aran è l’agenzia che opera in nome e per conto del lato datoriale. Non può stupire, dunque, la coincidenza fra richieste dei sindacati confederali e l’agenzia che rappresenta la controparte: la tutela del monopolio sindacale serve ad agevolare un sistema basato sul collaborazionismo dei sindacati trattanti e la loro sudditanza alla sottoscrizione di contratti e accordi pesantemente sfavorevole per i lavoratori.

Situazione sintomatica della loro concezione di rappresentanza: deve essere esclusiva perché non ci sia spazio per voci critiche che pongano l’accento sulla perdita netta che viene perpetrata, in termini di diritti e retribuzioni.

USB-PI continuerà in ogni caso a operare in Istat per la difesa dei lavoratori con ogni forma e ogni mezzo; per una reale riappropriazione della funzione sindacale, svilita e mortificata dalle sigle trattanti, che si confermano le migliori amiche della controparte.

 

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