ENEA: ASSALTO ALLA DILIGENZA

Roma -

“Fumata nera” nell’incontro sindacale di giovedì 1 ottobre per la firma dell’accordo integrativo. Molti gli interventi al tavolo in un'atmosfera a tratti da suk levantino (“se portate l'indennità per i capi al 15% po’ esse’ che firmiamo”... cose così) con variazioni sul tema tipo “assalto alla diligenza” mentre la controparte, fino all’ultimo, provava il gioco del dentro o fuori tra appelli e  contrappelli un po’ fantozziani (alla Otto von Kranz: “chi viene a noi atesso?... chi est tanto pravo ta firmare.. ja?.. cosa foi folere ti più.. ja?”)’.

Alcuni momenti sono stati veramente imbarazzanti per la certosina richiesta di una OS riguardo aumenti mirati delle quote, o addirittura sfrontati come quando è stato chiesto di istituire un’apposita indennità per i rischi cui sarebbe esposto il responsabile del procedimento per il contratto mensa o come quando ci si è avventurati a sostenere congrua integrazione non solo al responsabile di un’attività particolarmente esposta ma anche a chi “ne fa le veci” quando questo non c’è.

La trattativa è durata poco anche perché la diligenza del Commissario (pardon il treno per Bolzano) era in partenza e non si poteva andare oltre. In ogni caso la serata s’è chiusa con una proposta ultimativa dell’Amministrazione recante qualche ulteriore concessione alle diverse richieste. Tra queste c’è l’indennità ai RUP (comma 4.1) dove abbiamo suggerito un diverso metodo di corresponsione, espresso in percentuale dell’importo del contratto, anziché basato sulla durata essendoci impegni di ben altro genere tra chi gestisce gare/contratti di poche decine di migliaia di euro e chi di milioni di euro (richiesta accolta parzialmente in quanto vengono mantenuti gli importi fissi mensili ma si solleciteranno i capi per una rotazione dei suddetti responsabili). Altro scatto di reni dell’apertura commissariale ha riguardato  i commi 4.2 e 4.3 fissando l’indennità mensile maggiore (200 €) ai casi in cui possano configurarsi conseguenze personali con rischio penale (si ratifica in pratica una sorta di monetizzazione del rischio) con gli RSPP che vengono quindi unificati a tale importo senza l’odiosa differenza tra Centri maggiori e minori.

FIRMO O NON FIRMO?.. THAT IS THE QUESTION!

L’amletico dilemma dell’atto terzo, scena prima, è aleggiato alla conta finale per il si o no all’accordo: chi balbetta “se c’è la maggioranza ci siamo anche noi …”, chi si dice disponibile alla firma solo dopo aver viste accolte le proprie richieste, chi sostiene che “se la maggioranza è per firmare noi facciamo il referendum tra gli iscritti e poi decidiamo” e chi, dopo aver sparato le richieste più ad personam subordina tutto alla conoscenza dettagliata dell’elenco prossimi percipienti indennità “sennò nisba! niente firma e punto!...”

Per quel che riguarda USB, come da mesi a questa parte, avevamo annunciato in modo chiaro, in apertura di riunione, la nostra indisponibilità alla firma non essendo mai cambiato -nella sostanza rigidamente blindata dall’amministrazione- la “matrice ideologica” e quindi il contenuto complessivo dell’accordo.

Leggi tutto nel comunicato allegato!

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