ENEA: NON SOLO AMIANTO …

Roma -

Lo scorso 16 giugno USB ha incontrato, dopo mesi di lettere e richieste, il Presidente Testa per un confronto sul problema connesso alla presenza di amianto nel Centro Casaccia.

Tale incontro è avvenuto a valle di una ispezione della ASL che ha prescritto all’ENEA di verificare la presenza di amianto negli impianti e nei laboratori oltre che negli elementi strutturali. L’ENEA è quindi risultata inadempiente circa l’obbligo di verificare le condizioni di sicurezza dei lavoratori in quanto il rischio amianto non è stato considerato.
Finalmente il problema è emerso, anche se con un ritardo di circa un ventennio, e deve essere risolto.

USB apprezza le dichiarazioni di attenzione riguardo la tutela della salute dei lavoratori espresse dal Presidente, ma registra, insieme al problema specifico della Casaccia, questioni più generali dell’ENEA:

-    Inadeguatezza dell’ Organigramma rispetto alla  sicurezza: anche la ASL sottolinea la responsabilità del Presidente riconoscendolo come unico Datore di Lavoro;
-    Carenza di un sistema definito di “Organizzazione del lavoro”;
-    Assenza di un piano di controllo e di riqualificazione delle strutture per i diversi centri ENEA.

A fronte di una iniziale posizione di diniego del Presidente sulla necessità di redigere uno studio epidemiologico sui lavoratori del Centro Casaccia, USB considera positiva l’apertura dello stesso Presidente mostrata durante il confronto. Il Prof. Testa potrebbe riconsiderare la sua posizione qualora gli fossero rappresentate delle osservazioni di rilievo a sostegno di tale necessità.

Alla luce di tutto questo USB torna a chiedere uno studio epidemiologico perché l’indagine epidemiologica non è necessariamente correlata alle malattie professionali ed è noto come non tutti i dipendenti malati abbiano intrapreso il percorso di riconoscimento di malattia professionale anche per mancanza di informazione in merito. Inoltre, le seguenti osservazioni sono per USB elementi importanti a sostegno della richiesta:

•    la mancata mappatura e censimento delle matrici contenenti amianto non ha posto i  lavoratori nelle condizioni di avere coscienza dei rischi connessi con la propria attività;
•    altre inadempienze protrattesi negli anni, quali ad esempio la manutenzione e verifica delle cappe chimiche e biologiche, hanno esposto i lavoratori a rischi dai quali si aveva convinzione di essere protetti;
•    la carenza di documentazione circa la declassificazione degli edifici cosiddetti “caldi” e della eventuale contaminazione con sostanze nocive non consente di avere un preciso inventario dei materiali in essi contenuti e dei lavoratori che ne sono entrati in contatto;
•    l’informazione insufficiente circa i controlli effettuati sull’acqua erogata per uso umano nel Centro Casaccia attraverso prelievo da pozzo per l’assenza di allaccio alla rete idrica;
•    la presenza nel Centro Casaccia di impianti e depositi di materiale radioattivo gestiti da ditte esterne di cui non si ha alcuna informativa.

USB auspica un deciso cambio di rotta da parte dell’Amministrazione riguardo le problematiche della sicurezza sul lavoro in generale e sulla questione amianto in particolare, rendendosi disponibile attraverso i propri delegati sindacali e la propria struttura nazionale a fornire supporto ai lavoratori sia in termini di informazione che di assistenza.

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