ENEA: RAGION DI STATO

Roma -

La nomina del presidente Testa chiude un cerchio. Un cerchio in cui la ragion di stato, - o di partito, se si preferisce - ha segnato un percorso netto lasciando vittime più o meno illustri sul piano collettivo ed individuale.

Da una parte ci sono i lavoratori sempre più vessati da circolari e regolamenti ad hoc che offendono la dignità e limitano la possibilità di scambio e accrescimento delle competenze.

Nello stesso tempo Testa, in linea col governo di stampo renziano, sta progressivamente erodendo i margini di un’azione sindacale che in passato ha fatto gli interessi di pochi e che spesso è stata complice di manovre opportunistiche che poco hanno a che fare con la tutela dei lavoratori. Come si poteva condurre una lotta improntata alla nostalgia di quell’ENEA dei contratti-ponte e degli inciuci lelliani? E come si poteva immaginare che proprio chi diceva, sapendo di mentire, che i CCNL della Ricerca erano peggiorativi e mai l’ENEA li avrebbe applicati, vincesse ora questa battaglia personale basandosi su analisi di piccolo cabotaggio?

Parallelamente gli ex Cgil, dal Ministero e dal Parlamento, hanno rimesso a posto il sindacato di partito. Vi ricordate quando noi annunciavamo i tagli prossimi venturi e loro li negavano?  Ecco, sono stati ricacciati indietro di anni. Con che faccia attaccheranno in maniera credibile il Presidente? Con nessuna.

E noi?

Noi siamo stati accusati dall'interno di essere isolazionisti. Dall’esterno, sicuri della vittoria (e poi smentiti dai fatti), altri preferivano non avere un interlocutore forte in grado di alzare il livello di scontro su piani che i loro confederali non avrebbero consentito.

Noi abbiamo molto semplicemente preso atto che non si sarebbe potuto vincere “da soli”, da dentro l'ENEA, contro il Governo e il Pd di Renzi.

Abbiamo seguito un altro percorso continuando la nostra azione sui vari fronti aperti fuori e dentro l’ENEA, dal piano di riordino degli Enti di Ricerca (sostenendo la nostra proposta di legge anche con incontri con parlamentari) alla riorganizzazione dei comparti del PI in discussione all’ARAN (continuiamo strenuamente la battaglia per mantenere la specificità del Comparto Ricerca) mentre sul piano interno non abbiamo mai chiuso l’interlocuzione con l’Ente richiedendo più volte la riapertura dalla contrattazione integrativa con proposte che consentissero di arrivare in tempo alla conclusione della vertenza a tutto vantaggio dei lavoratori. Abbiamo portato all’attenzione temi come la sicurezza dei lavoratori nei diversi centri ENEA e siamo impegnati per la stabilizzazione dei lavoratori precari.

Leggi tutto nel comunicato allegato!

USB P.I. Ricerca

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