ENEA: STIAMO FUORI DAL CORO..

Roma -

Né “avvio promettente” e tanto meno “segno d’una discontinuità a lungo attesa”. Il primo incontro con il neo Commissario, svolto in Sede legale giovedì 4, non è stato per noi portatore di chissà quale “aria nuova” o di chissà quale “concorde verifica d’una comunanza d’intenti”. Può far piacere l’atteggiamento colloquiale, accattivante e ben educato, del neo nominato che –in stile renziano e sciolto- va in motorino, rinuncia all’auto blu e ai “giornali in abbonamento”, invita tutti a scrivergli direttamente chiamandolo per nome e dandogli del tu. Può pure essere positivamente valutata la schiettezza della sua dichiarazione sulla “scarsezza di risorse” e, ancora, si può perfino prendere per buona la sua “autocertificata” intenzione di rifiutare ogni ruolo di “funzionario liquidatore”. Ma lo diciamo soprattutto per rispetto della lingua italiana, oltre che per buona lettura della realtà corrente o per buona memoria delle mobilitazioni che hanno coinvolto negli anni passati i lavoratori ENEA, evitiamo sostantivi di pura compiacenza.

Qual è infatti la “discontinuità” di cui si strombazza l’avvento? L’ENEA negli ultimi 13 anni è stata in gestione commissariale per 9. La nomina del Prof Testa è il quarto decreto di “extra-normalità” (dopo Rubbia, Paganetto e Lelli) e può incrementare il conteggio -10 anni su 14- della nostra lunga crisi. Di più l’ENEA dal 2010 ha subito tagli progressivi al bilancio anticipando la stagione della spending review. Il Prof Testa per parte sua ha premesso che “difficilmente avremo lo stesso contributo dell’anno passato” e che, di conseguenza, “poiché il COS non copre gli stipendi dovremo razionalizzare le spese e incrementare le entrate di progetti e servizi alle imprese”. Frasi certo da chiarire nel merito ma, sostanzialmente, dove è la “discontinuità” con l’andazzo recente? E ancora come interpretare un impegno del tipo: “dobbiamo preservare la mission dell’Ente e la sua peculiarità, la sua struttura va mantenuta integra e sotto il MiSE, ma non decido io e poi, tutto deve intersecarsi col riordino degli EPR perché ci sono in giro troppi doppioni e possono esserci sempre partite d’ingresso e d’uscita…”?

Leggi tutto nel comunicato allegato!

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