HA VINTO LA CGIL, LA SCUOLA ANNETTE LA RICERCA

HA VINTO CALPESTANDO RICERCA, DEMOCRAZIA, LAVORATORI…

Roma -

Nella notte tra lunedì e martedì si è chiuso l’accordo per la riduzione dei comparti del pubblico impiego con l’annessione da parte della Scuola del comparto degli Enti Pubblici di Ricerca. La CGIL ha portato a casa la propria idea sui comparti e ha manifestato, attraverso una nota, tutta la propria soddisfazione rivendicando “un accordo importante e un risultato ricercato con tenacia”, oltre a rilanciare sull’apertura dei contratti che prevedono ad oggi i famosi 5 euro lordi medi mensili e l’introduzione della meritocrazia Brunettiana.

In sintesi, la CGIL ha vinto e lo ha fatto trovando piena sintonia con il Governo. Un governo, ricordiamolo, che ha ringraziato la CGIL METTENDO ZERO EURO NEL DEF 2016 PER GLI AUMENTI CONTRATTUALI. UNA VITTORIA, QUINDI, PER LA CGIL SENZA COSTI PER RENZI.

Ha vinto la CGIL e ha perso la Ricerca. La Ricerca ha perso il riconoscimento delle proprie peculiarità. Lo ha perso perché, nonostante le cosiddette sezioni, il progetto esplicito è quello di addivenire ad un contratto omogeneo nei nuovi comparti. Ma la Ricerca ha perso anche perché il mancato riconoscimento di un proprio comparto di contrattazione è l’ennesimo segnale della fallita identificazione di una sua centralità nell’idea di Paese che ha questo governo.

Ha vinto la CGIL e ha perso la democrazia. L’accordo sulla riduzione dei comparti ha di fatto vanificato l’espressione democratica dei lavoratori avvenuta solo un anno fa nelle elezioni RSU. Le scelte e le conseguenze di quelle scelte, compiute da ogni singolo lavoratore su chi dovesse rappresentarlo nelle sedi stabilite da regole conosciute, oggi sono calpestate da quell’accordo, semplicemente perché le regole del gioco sono cambiate a partita iniziata.

Ha vinto la CGIL e hanno perso i lavoratori. La perdita del comparto di contrattazione per i lavoratori della ricerca significa entrare nel tritacarne governativo dal quale, attraverso la contrattazione di settore, eravamo riusciti a rimanere fuori o almeno a limitare i danni. I salari del nostro settore, considerati “alti” rischiano di rimanere sostanzialmente fermi per chissà quanti anni, basti considerare che un preside guadagna quanto un ricercatore neo assunto.

Ha vinto la CGIL insieme a Brunetta. Questo accordo è il primo atto di applicazione della legge Brunetta e verrà seguito dall’introduzione delle famigerate fasce meritocratiche nel contratto nazionale i cui prodromi già sono entrati nella Scuola.

Se la CGIL ha vinto, USB ha perso. Abbiamo perso perché noi non volevamo questo accordo. Non lo volevamo perché è un accordo che applica la Brunetta; perché la riduzione dei comparti non è necessaria e il numero di 4 non risponde ad esigenze funzionali; perché volevamo che la ricerca conservasse la propria peculiarità; perché volevamo fosse rispettata la volontà dei lavoratori espressa nelle ultime elezioni RSU; perché in questo accordo è contenuto l’ennesimo tentativo di cancellare la libertà sindacale regalando il monopolio della rappresentanza ai sindacati complici.

Abbiamo perso. E con grande sofferenza, solo dopo aver consultato il nostro coordinamento nazionale, abbiamo deciso comunque di firmare questo accordo perché siamo riusciti ad inserire delle clausole che ci consentiranno almeno di respingere l’ennesimo attentato alla libertà sindacale e di contrastare il progetto di totalitarismo sindacale.

Abbiamo perso e insieme a noi hanno perso la Ricerca, la democrazia, i lavoratori. Se quella conseguita dalla CGIL è una vittoria, gliela lasciamo volentieri.

La verità è che gli interessi di bottega di CGIL e CISL hanno consentito al Governo di far fare un passo indietro al paese e ai lavoratori. Un passo verso la realizzazione del progetto di cancellazione dei diritti, del settore pubblico e, con esso, della ricerca pubblica. Un progetto che viene confermato dalla relazione del MIUR sulla riforma degli EPR, un progetto che noi intendiamo continuare a combattere.

PER UNA RICERCA LIBERA DAI BARONI E RIVOLTA ALLA COMMITTENZA SOCIALE

PER LA RICONQUISTA DEI DIRITTI DEI LAVORATORI

USB Pubblico Impiego

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