INAPP, il governo ascolta i lavoratori e precari USB in sciopero

Nazionale -

Grande soddisfazione per lo sciopero con presidio indetto giovedì 21 giugno dall’Unione Sindacale di Base presso il Ministero del Lavoro, che ha ottenuto l’obiettivo prefissato: la delegazione USB di lavoratori e lavoratrici dell’INAPP è stata ricevuta e ascoltata dal sottosegretario Claudio Cominardi e dal vice-capo di gabinetto Paolo Lazzara. Un’ora di colloquio in cui la delegazione USB ha consegnato la lettera preventivamente inviata al ministro Di Maio ed esposto le motivazioni della mobilitazione:  


                   messa in stand-by del processo di stabilizzazione dei precari storici (finora realizzato con criteri discrezionali da parte dell’INAPP) mentre ingenti risorse economiche dell’Istituto vengono dirottate a favore della creazione di un nuovo esercito di precari (assegni e borse di ricerca);
                   ridefinizione della mission dell’Istituto e piena valorizzazione delle risorse umane dell’ente, ormai ridotto alla mera gestione delle risorse economiche comunitarie dell’ANPAL, per riportare l’Istituto ad essere nuovamente il soggetto indipendente in grado di supportare il Ministero del Lavoro e le Regioni nella valutazione delle politiche formative, sociali e del lavoro, ivi compreso il Reddito di Cittadinanza;


                   acuirsi delle tensioni nelle relazioni sindacali, ben rappresentate dall’esclusione della nostra O.S. dal tavolo delle trattative per il contratto integrativo.


La delegazione ha sottolineato come vi siano ampie aspettative da parte dei lavoratori e lavoratrici INAPP sulle azioni che questo Esecutivo metterà in campo per segnare la discontinuità rispetto al Governo precedente. “Vogliamo un  segnale  di cambiamento chiaro e urgente”, ha ribadito la delegazione USB, sia per risolvere le questioni interne all’Istituto (stabilizzazioni in primis, clima organizzativo, relazioni sindacali) sia quelle esterne (150/2015), che hanno condannato  l’INAPP ad una situazione di stallo e indeterminatezza rispetto al suo ruolo di ente pubblico di ricerca ed ente terzo nel più ampio panorama nella governance delle politiche del lavoro e di quelle sociali.
Il sottosegretario Cominardi ha mostrato di essere già a conoscenza della difficile situazione attuale  e del lavoro svolto in passato dall’INAPP (ex Isfol) su temi di grande rilevanza per la cittadinanza. Ha sottolineato il ruolo strategico che l’Istituto potrebbe tornare ad avere nel supportare il ministero nella valutazione delle politiche del lavoro, del welfare e della formazione e si è impegnato a rappresentare al ministro Di Maio (ieri in missione a Lussemburgo) le questioni poste dalla delegazione USB e ad aprire, nelle more di una più definita organizzazione del dicastero, un tavolo per approfondire e risolvere le problematiche evidenziate.


Infine, in merito alla questione dei precari, il sottosegretario ha chiesto lumi sui criteri utilizzati dal management dell’Istituto per la stabilizzazione e ha condiviso le forti perplessità sulla estrema discrezionalità che ha informato il processo di stabilizzazione.


È stata questa l’occasione per USB di ribadire la possibilità di stabilizzare tutto il personale precario in un'unica soluzione e di sottolineare come l’anzianità di servizio sia stato sempre l’unico criterio per garantire quella giustizia sociale precondizione dell’unità e di benessere organizzativo dei lavoratori e delle lavoratrici dell’ente.


Siamo solo all’inizio di questa nuova stagione di mobilitazione che finirà solo quando tutti i lavoratori e le lavoratrici saranno stabilizzati, il nostro istituto sarà tornato ad essere un luogo dove si produce conoscenza e sapere critico e il dialogo sociale costituirà un punto di eccellenza nel panorama degli EPR e non un triste e squallido capitolo da dimenticare.
 
USB continuerà da domani stesso
La lotta paga, anche fuori dal tavolo!



Unione Sindacale di Base Pubblico Impiego

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