Istat: il dentro e il fuori

Roma -

Ieri 19 novembre sono state ufficializzate le commissioni per le progressioni economiche art. 53. Come abbiamo rimarcato nella lettera inviata la settimana scorsa all'amministrazione dell'Istat, il lavoro va concluso entro il 6 dicembre. Nel frattempo si accumulano ritardi ingiustificati sui reclami contro la valutazione dei dirigenti, molti dei quali ancora senza risposta.

Sul telelavoro si aggiunge il danno alla beffa: un recente comunicato e la delibera per la sua attuazione fanno riferimento alla data del 26 luglio 2018 come termine di decorrenza. USB ne ha chiesto la rettifica, mettendo in evidenza l'illegittimità della retroattività rispetto all'atto amministrativo e alla sua pubblicità. 

Prosegue dunque l'atteggiamento vessatorio nei confronti del personale da parte dell'Amministrazione. A ulteriore conferma: nessuna notizia del fondo accessorio 2018 né dell'accordo beffardo sugli anticipi di fascia; perse anche le tracce dell'indennità di mobilità e della restituzione delle decurtazione in eccesso per chi ha fruito dei congedi parentali a ore. Irrisolti anche i problemi sulla trattenuta fiscale applicata al contributo libri e alla tassazione piena degli arretrati per l'avanzamento di fascia: entrambe le questioni sono state poste da oltre un anno da gruppi di colleghi interessati.

Le notizie dal fronte esterno non sono certo rassicuranti. Durante l'incontro con il ministro Giulia Bongiorno i delegati confederali di USB hanno presentato la nostra valutazione negativa dei provvedimenti anticipati, a partire dalla proposta di incrementi contrattuali del 1,95% per il triennio 2019-2021: per i “saltelli” entusiasti che tanto piacciono al ministro, c’è ancora tanta strada da fare.

Assistiamo in prima fila alla continuazione della politica di occupazione e contro-occupazione dei vertici degli enti e delle istituzioni pubbliche: secondo la stampa, la maggioranza qualificata - necessaria alle commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato per avvallare la proposta di nomina di Gian Carlo Blangiardo come nuovo presidente Istat- sarà assicurata tramite la “cessione” di una poltrona sicura al partito di Forza Italia.

Domani 21 novembre, dalle 10 in stanza 277 della sede centrale, la RSU Istat di Roma ha convocato un'assemblea per iniziare un confronto, che ci auguriamo ampio e partecipato, sui possibili effetti di questa nomina sul nostro Istituto.  

Prosegue nel frattempo l'iter di approvazione della legge di bilancio: USB sarà in piazza Montecitorio giovedì 22 novembre a partire dalle ore 10, per sostenere gli emendamenti proposti per affrontare i nodi critici degli Enti di Ricerca:

o   fondi consistenti per le carriere (e stabilizzazione negli Enti che non hanno ancora immesso in ruolo i precari);

o   sganciare la Ricerca e l'Università dal comparto attuale, il cui contratto collettivo è sbilanciato sulla Scuola e non lascia spazio alle problematiche della Ricerca Pubblica;

o   governance degli enti omogenea e trasparente, con strumenti di reale garanzia di autonomia.

Anche in questo caso rivolgiamo a tutti l'invito a partecipare al presidio, durante il quale interverranno parlamentari di diversi schieramenti, e a sostenere le nostre proposte per un vero cambio di rotta nelle politiche del settore.

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