LA PROROGA NON È LA SOLUZIONE

PER I PRECARI SERVE UNA NUOVA STABILIZZAZIONE

Roma -

La discussione sul precariato alla Funzione Pubblica si sta concentrando essenzialmente sulla necessità, condivisa da USB, di una proroga urgente per le scadenze al 31 dicembre 2012 e sulla ferma volontà del Ministro Patroni Griffi di aprire un tavolo all’ARAN per l’introduzione nel Pubblico Impiego della riforma del lavoro targata Fornero.

Stabilizzazione è una parola ormai bandita dai Palazzi.

Anzi con l’introduzione delle norme della Riforma del Lavoro si andrà nella direzione opposta precarizzando ulteriormente anche i cosiddetti stabili. Con i tagli alle dotazioni organiche di cui si vanta il Ministro Patroni Griffi, oltre a produrre artificiosi esuberi che potrebbero portare a licenziamenti di migliaia di pubblici dipendenti, oltre a tagliare servizi essenziali per i cittadini, si è tagliata anche la residua speranza dei precari di essere un giorno assorbiti nei ruoli delle Amministrazioni nelle quali da anni prestano servizio.

Se è vero come è vero che la proroga per le scadenze al 31 dicembre rappresenta una necessità oggettiva per evitare licenziamenti che lascia scoperte funzioni.

Se è vero come è vero che la Ricerca dovrebbe essere un settore centrale per lo sviluppo del Paese.

Se è vero come è vero che i precari sono essenziali per gli enti di Ricerca e che senza di loro molti enti non sarebbero in grado di assolvere alla loro missione.

Se tutto ciò è vero, allora c’è bisogno di una soluzione definitiva e non di contentini

utili solo a mantenere calmi i lavoratori precari!

Da questo vogliamo partire lanciando ai lavoratori precari della Ricerca, siano essi TD o CoCoCo, un appello per un presidio davanti alla Funzione Pubblica mercoledì 28 novembre in occasione del prossimo tavolo sul precariato.

Vogliamo partire dal fatto che non accettiamo come ineluttabili le ricette imposte dalla BCE, dalla UE e dall’FMI al nostro Paese attraverso il Governo Monti.

Vogliamo partire dal fatto che è molto poco choosy vivere l’oggi in assenza del domani, avendo anche una famiglia sulle spalle.

Vogliamo partire dal fatto che il diritto al lavoro non va messo in soffitta e archiviato come una fastidiosa eredità del secolo passato.

Vogliamo affermare con grande determinazione che vogliamo essere assunti per continuare a svolgere quelle funzioni che svolgiamo ormai da tantissimi anni al servizio del Paese.

In occasione del tavolo sul precariato

MERCOLEDÌ 28 NOVEMBRE, ORE 9,30

PRESIDIO DAVANTI ALLA FUNZIONE PUBBLICA

PER NON LASCIARE CHE ALTRI DECIDANO DEL NOSTRO FUTURO

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