Prolungamenti dei contratti TD oltre i 5 anni

USB in ISS migliora l’accordo che viene copiato in altri enti

Roma -

Il 20 dicembre alle ore 15 grazie alla determinazione di USB (primo sindacato in ISS con il 30% di iscritti a tempo indeterminato e oltre il 70% tra i precari) si chiudeva l’accordo di prolungamento dei contratti a tempo determinato. Un accordo fortemente innovativo che stravolge per impatto e contenuti quelli firmati in precedenza e che produce un effetto immediato: nel tardo pomeriggio costringeva l’INGV e le OOSS presenti nell’ente a “copiarlo” di fatto cancellando quello precedente che aveva vissuto diverse vicissitudini e di fatto non era stato applicato.

USB nel determinare l’accordo ISS ha perseguito alcuni obbiettivi principali:

        Cancellare le norme di licenziamento inserite nell’accordo CNR ove le date inserite dalle parti sociali di fatto limitano la permanenza dei precari al 2016 (salvo alcuni contratti che finiranno il quinquennio successivamente). Prevedendo che gli Enti non potranno mai assumere tutti i TD anche utilizzando il 100% del turn over nel 2015 e 2016. Sottolineiamo che tranne ISS ed ISPRA gli altri enti raramente proteggono le professionalità presenti nell’ente (come è chiaro dai recenti concorsi di ISTAT, ENEA e CNR);

              L’accordo ISS non fa alcun riferimento all’intesa del 3 maggio, come proposto da USB e accettato dalle strutture confederali interne all’ISS. L’intesa infatti “blocca” le stabilizzazioni per sempre (come affermato più volte dal Ministro Patroni Griffi). Questa “cancellazione” seppur locale è stata adottata il giorno dopo anche da ISPRA, mentre in INGV le strutture nazionali di CGIL CISL e UIL integrando e non cancellando l’accordo precedente di fatto smentiscono le tesi sulla stabilizzazioni sostenute fino a pochi mesi fa.

              L’impatto dell’accordo ISS, anche se l’ente da anni non licenzia precari a TD o COCOCO se non per gravi motivazioni, è molto maggiore. Infatti, grazie alle lotte USB il 90% dei precari è a tempo determinato. La situazione, peraltro simile a quella dell’ISPRA e dell’ISFOL, è invece differente al CNR e negli altri enti del MIUR ove lo sfruttamento attraverso varie forme pagate o meno di precariato è stato accettato e “nascosto” dalle amministrazioni e dai sindacati confederali. L’accordo ISS, come quello ISPRA, in attesa delle trattative all’ARAN, riguarda quindi la stragrande maggioranza dei precari.

 

L’accordo ISS e quello ISPRA sono stati corredati da una nota congiunta nel primo ente e da una delle OOSS in ISPRA che riguardano il superamento del precariato (di tutte le forme!) che integrano nelle intenzioni e nelle prospettive di lotta quello che USB metterà in campo durante la trattativa all’ARAN per l’accordo quadro.

Partendo dalla cancellazione dell’intesa del 3 maggio, attraverso la quale il governo Monti ha ottenuto da CGIL CISL e UIL l’avvallo alla spending review e al blocco delle stabilizzazioni.

USB concretamente ha cancellato accordi che mettevano la “data di scadenza” ai precari, ma siamo coscienti che in assenza di norme di stabilizzazione le situazioni tipo ISS (ove, peraltro, nei concorsi già esistevano le norme di valorizzazione del personale che ora il governo introduce), di una lotta dura e conflittuale che riporti al centro dell’agenda le assunzioni a tempo indeterminato e non solo i prolungamenti le “isole” felici saranno sempre le solite e in enti come il CNR la falsa meritocrazia, applicata solo alla “base” e mai ai vertici, consentirà la continuazione dello sfruttamento dei precari e il loro lento ed inesorabile licenziamento.

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