Reload ISS: parte I

Per un nuovo ISS partiamo dalla centralizzazione del precariato puntando alla stabilizzazione

Roma -

Reload ISS: parte I.

Per un nuovo ISS partiamo dalla centralizzazione del precariato puntando alla stabilizzazione

Lo statuto sta per tornare dai ministeri competenti. E’ l’ora di riorganizzarci, ripartire con determinazione avendo come presupposto il ruolo che l’ISS deve avere nel Paese, in particolare la relazione preferenziale con la committenza sociale. E per ripartire dovremo cancellare molto di quello che vediamo. Partendo dal Precariato.

Il personale precario deve diventare ancora di più parte integrante dell’ISS, non solo funzionalmente (già lo è, sul precariato si reggono intere strutture) ma soprattutto dal punto di vista organizzativo. Il modello ‘parcellizzato’ basato su: “ho i soldi creo un precario” è fallito. Le lettere che girano (con oggetto la mancanza di fondi per il rinnovo dei contratti) di vari direttori di dipartimento dimostrano che senza una chiara programmazione del lavoro fatta sul personale esistente e non su quello che si potrebbe reclutare, alla fine ci si ritrova senza soldi (e “dioprovveda”, ossia USB PI trovi la soluzione).

Oggi serve legare sempre di più i precari all’ISS e non ai vari capi e capetti, per garantire in prima istanza la sopravvivenza dei precari e poi per creare le condizioni più idonee possibili per rivendicare la legittima stabilizzazione. Serve una centralizzazione economica e organizzativa. Un’evoluzione della nostra proposta sul fondo unico (ora si vede quanto fosse necessario) che riguarda i carichi di lavoro, le priorità espresse dall’ISS, dal SSN e dalla committenza sociale, legando l’aspetto economico alla programmazione. Tutto questo oggi rappresenta una necessità improrogabile, pena l’estinzione dei precari.

Ma è anche una rivoluzione. Un nuovo modo di determinare quel che l’ISS fa, farà, e quello su cui investirà, considerando i precari una forza lavoro stabile e impedire che i vari ir-responsabili scientifici ottengano di poter fare nuovo precariato, così come è stato chiesto da qualche organizzazione sindacale all’ultimo tavolo.

Iniziamo dal precariato. Ma puntiamo a ‘riavvolgere tutto l’iss dal no agli spin off in avanti. per difenderne il ruolo pubblico e, al contempo, la funzione di tutti noi, da chi, come renzi, ha come riferimento le ‘eccellenze’ e non i bisogni della committenza sociale, da chi identifica la ricerca pubblica con un super-cnr al servizio delle imprese, da chi non ha contrastato il precariato in iss e fuori.

Se, però, dobbiamo costruire un presente sui rinnovi, sull’assegnazione centralizzata e sulle piante organiche di struttura, l’orizzonte della stabilizzazione è, come dicevamo, l’unico credibile per lottare seriamente contro la precarietà e non fare semplicemente finta. Per questo oltre alla centralizzazione siamo determinati ad ottenere un piano di fabbisogno costruito su una pianta organica disegnata ad hoc, dinamicamente rimodulata e basata sui fondi strutturali europei.

Un percorso di lotta nel quale se le iniziative di piazza, in Istituto o dovunque sia necessario, sono il viatico per la sanatoria, iniziative come quelle della denuncia alla commissione europea divengono strumenti per aprire contraddizioni e magari creare norme che ci permettano realmente di proteggere i posti di lavoro.

ASSEMBLEA DEI LAVORATORI ISS

AULA GB ROSSI (Giano della Bella)

Mercoledì, 21 maggio 2014, ore 10 e 30.

 

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