Ricerca, Usb Inapp non si fa intimidire: firmate #iostoconenrico

Nazionale -

Con il grave provvedimento disciplinare di cui è stato oggetto il rappresentante sindacale USB-INAPP Enrico Mari, e sulla cui base il 12 luglio prossimo la  Commissione disciplinare INAPP ne definirà meglio i contorni, si è voluto lanciare un avvertimento a chi fa sindacato davvero e ha come unico riferimento la difesa dei diritti dei lavoratori. Dinanzi a tale torsione autoritaria e antisindacale, vengono meno le condizioni minime per una costruttiva trattativa sindacale che la USB INAPP è riuscita a “strappare” proprio attraverso quell’intervento sindacale, oggi oggetto del provvedimento disciplinare in questione. Non è casuale che la data di convocazione alle OO.SS sia pervenuta il 14 giugno, giorno successivo al diverbio contestato.  

 

Le ragioni addotte dal provvedimento sanzionatorio, che contestiamo, tacciono abilmente sulle ragioni che hanno portato decine di lavoratori e il dirigente USB Enrico Mari il giorno 13 giugno al piano del Presidente, rivendicando il diritto di essere ascoltati e convocati, dopo le reiterate richieste di incontro cui l’amministrazione non ha mai risposto.  Ieri, come oggi la USB e tutto il personale volevano risposte su:

 

1.      avvio del percorso di stabilizzazione del personale precario (D. L.vo 218/2016 e del Testo Unico sul Pubblico Impiego);

2.      situazione Istituto nel percorso di riconoscimento come Organismo Intermedio;

3.      situazione lavoratori di Benevento;

4.      avvio delle trattative per l’integrativo 2017 (applicazione al personale IV°-VIII° dell’artt. 53/54 CCNL 21/02/2002);

5.      welfare aziendale (?);

6.      telelavoro;

7.      nuovo Statuto dell’Ente

8.      organizzazione logistica sede di Corso d’Italia INAPP/ANPAL

 

Al di là della contestazione formulata contro il nostro dirigente nel pieno esercizio delle sue funzioni sindacali, rispetto alla quale difenderemo Enrico con tutti gli strumenti a nostra disposizione, riteniamo che con questo atto repressivo si sono voluti attaccare i contenuti di quella manifestazione e quindi la possibilità per i lavoratori di chiedere con determinazione il proprio diritto alla stabilizzazione e quello alla carriera. Un segnale, minaccioso, lanciato contro coloro che non intendono assecondare la direzione che l’INAPP sta prendendo. Un segnale di discontinuità con la tradizione di grande democrazia e agibilità sindacale dell’ex ISFOL e che disegna un quadro fosco per il futuro prossimo.

 

NON CI INTIMIDERETE!

 

I lavoratori hanno compreso bene il significato di quell’atto e hanno reagito di conseguenza, con oltre 210 firme alla petizione “iostoconEnrico”. Segnale importante e niente affatto scontato in un Istituto che ha subito tutti i tentativi di distruzione di una identità collettiva a partire dall’uscita di oltre 150 lavoratori verso ANPAL, cambiamento di nome dopo trent’anni di attività (da ISFOL ad INAPP) fino ad arrivare a stili direttivi arcaici volti ad atomizzare i lavoratori, premiandone esclusivamente la “fidelizzazione” e sanzionandone il pensiero critico.

 

Nell'interesse dei lavoratori e per segnare la gravità di quanto sta accadendo in INAPP, USB Pubblico Impiego ritiene di dover disertare il tavolo convocato per il 28 giugno in quanto la svolta repressiva assunta da questa Amministrazione non consente che vi siano le condizioni per una trattativa utile a dare risposte ai lavoratori sulle questioni che USB ha posto durante l'assemblea del 13 giugno scorso. Lanciamo un appello affinché anche le altre OOSS facciano altrettanto, perché se passa il principio di limitazione dell'agibilità sindacale anche in quanto diritto di espressione, da oggi in avanti sarà pressoché impossibile fare sindacato all'INAPP. Solo il ritiro del provvedimento disciplinare potrà ripristinare le condizioni minime per riprendere normali relazioni sindacali e  portare risultati concreti per i lavoratori.

 

In ogni caso USB continuerà in tutte le sedi a perseguire gli obiettivi di miglioramento delle condizioni materiali dei lavoratori, nonché il rilancio dell'INAPP. Siamo certi che non saremo soli in questa battaglia e la riposta di solidarietà immediata della comunità dei lavoratori al nostro delegato è una risorsa preziosa da cui ripartire.


TOCCHI UNO TOCCHI TUTTI!


USB PUBBLICO IMPIEGO

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