Appalto Serist: è ora di fare chiarezza

Sfruttati, vessati, e ora di fatto impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro. Sono i lavoratori della ditta Serist, appaltatrice dei servizi di ristorazione nei centri ENEA del Lazio.

Roma -

Già in passato si sono verificati segnali preoccupanti (disservizi, sovraffollamento, licenziamenti travestiti da prepensionamenti). Ora il caso è esploso in ENEA Casaccia, dove, a fronte di un organico previsto dal capitolato d'appalto di 52 persone a tempo pieno, erogano il servizio circa 40 persone - se va tutto bene. Ma in quali condizioni?

 

Proviamo a fare qualche esempio. Malgrado le reiterate richieste, l'azienda non consegna loro la fotocopia del cartellino presenze mensili. In questo modo riescono a decurtare il salario dei lavoratori senza che questi abbiano modo di provarlo. Assenze per malattia inferiori a tre giorni vengano conteggiate come ferie. E via dicendo.

E poi, l'ultimo scandalo. Abbandonati o mal consigliati da chi dovrebbe essere preposto a tutelare i loro diritti, alcuni lavoratori hanno indetto un'assemblea autoconvocata. Come era prevedibile, la scure Serist - nell palese e ribadita indifferenza dell'ente appaltante - si è abbattuta sui quindici malcapitati, sospendendoli a turno per 5 giorni lavorativi ciascuno. All'ingresso del centro ricerche, i loro badge risultavano disabilitati.

 

È chiaro che in questa vicenda ci sono responsabilità molto precise, che vanno al di là della relazione che intercorre fra Serist e i propri dipendenti, che sono tutte a carico del responsabile di contratto. Questi deve fare in modo che il capitolato d'appalto venga rispettato anzitutto nella dotazione organica, che deve essere di non meno di 52 persone pienamente operative. E la Serist deve dimostrarlo esibendo 52 contratti a tempo pieno, e i cartellini di presenza. Inoltre obbligo del responsabile di contratto è applicare le penali, quando necessario, e controllare che la società appaltante ottemperi a tutte le disposizioni di legge. Questa è la manifestazione di solidarietà che vogliamo dare ai lavoratori vessati della Serist.

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