Istat: art. 53, Bando alle ciance

Roma -

Nel calvario che è stata la contrattazione decentrata negli ultimi tre anni si è ottenuto, con estremo ritardo, molto meno di quanto le norme prevedevano.
Ma c’è anche un buco nero: le progressioni economiche art. 53, istituto fondamentale che è stato rimandato per il terzo anno consecutivo e con il rischio concreto che non vengano attivate prima dell'anno prossimo; evento di cui dobbiamo ringraziare in parti uguali Amministrazione, revisori e sindacati trattanti.
L’accordo per la ripartizione del fondo accessorio 2017 è stato firmato in fretta e furia lo scorso 21 luglio, abboccando alla promessa del Direttore Generale di una sua immediata certificazione da parte dei revisori. Al fondo 2017 sono state inopportunamente legate le progressioni economiche, invece di procedere con un accordo stralcio. A distanza di quasi quattro mesi dalla firma, l’ipotesi di ripartizione è ancora in ostaggio presso i revisori, mentre i comunicati dei sindacati che hanno firmato ci fanno candidamente sapere che le progressioni slitteranno al 2018. Si spera forse che il mega ritardo passi inosservato, blandendo gli interessati con la possibilità di aumentare, tramite i risparmi del personale che va in pensione nel 2017, la bassa cifra sottoscritta: 375 mila euro per 540 aventi diritto dopo anni di blocco.
Tutto questo nonostante le solenni promesse dei vertici dell’Istituto di chiudere la partita entro il 2017, un coro a cui si sono accodati i burocrati sindacali, di ente e nazionali. L’impegno è stato messo nero su bianco e sottoscritto, per ben due volte. Nell’ipotesi di ripartizione del fondo accessorio IV-VIII livello del 2016 firmato l’1 giugno 2017
da Amministrazione e sindacati, al punto 7.3 si legge:
“Nel corso dell’anno 2017, verranno attivate le procedure selettive per le progressioni ex art. 53”. Stesso punto e stessa dichiarazione riportata il 21 luglio per il fondo 2017.
Tutto a posto, basta aspettare per il quarto anno consecutivo.

E invece NO. Ammesso che l’art. 53 venga mantenuto nel nuovo contratto che si sta discutendo all’Aran, nel 2018 ci troveremo in una situazione ancora peggiore. Ci saranno nuove norme da recepire e interpretare, con tempi lunghissimi. Il fondo 2018 avrà una costruzione molto complessa perché dovrà incorporare le risorse relative ai colleghi ex precari di VI livello che stanno per essere immessi in ruolo; il tutto sotto la spada di Damocle del collegio dei revisori, sempre tanto zelanti a bloccare tutto ciò che riguarda il personale, quanto distratti per l’accessorio dei dirigenti.
Aspettare il 2018 non è una soluzione praticabile. Le progressioni art. 53 si devono bandire entro il 2017, con decorrenza non oltre il 1° gennaio 2018 e si devono chiudere il prima possibile, non oltre marzo 2018
. Per incrementare le risorse basta aggiungere i risparmi art. 53 dei cessati nel 2016 già presenti nel fondo 2017e le ulteriori cessazioni (del 2017) dovranno essere utilizzate per un ulteriore ampliamento.
Per discutere delle progressioni e più in generale dello stato della contrattazione di settore e di ente diamo appuntamento a domani in sede centrale:

 

ASSEMBLEA martedì 14 novembre

ore 10.00 AULA MAGNA di via Balbo

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