USB PI Ricerca scrive al Ministro Picchetto Fratin: sblocco immediato della nomina del Direttore Generale dell’ISPRA e il rilancio dell’Ente
LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA SICUREZZA ENERGETICA ON. GILBERTO PICHETTO FRATIN
Per lo sblocco immediato della nomina del Direttore Generale dell’ISPRA e il rilancio dell’Ente
On. Ministro,
Questa Organizzazione Sindacale, a nome delle lavoratrici e lavoratori dell’ISPRA e di tantissime cittadine e cittadini consapevoli del valore della ricerca scientifica pubblica e della tutela dell’ambiente, Le rivolge questo appello urgente.
L’ISPRA è un presidio indispensabile per la collettività
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale è l’ente che, attraverso il Ministero da Lei condotto, supporta lo Stato a livello tecnico-scientifico per la valutazione dell’efficacia delle misure di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, la difesa del territorio, l’aggiornamento della carta geologica nazionale, la gestione delle risorse idriche, la tutela della biodiversità, la transizione ecologica, la tutela degli ecosistemi marini, le valutazioni d’impatto ambientale e tanto altro. I dati, le ricerche e le valutazioni che produce sono il presupposto imprescindibile per ogni politica ambientale seria e lungimirante. Depotenziare l’ISPRA, perciò, significa privare il Paese del rigore scientifico necessario per valutare l’efficacia delle politiche ambientali e indebolire il monitoraggio e la ricerca ambientale.
Un ritardo inaccettabile nella nomina del Direttore Generale
A fronte di questa centralità strategica, è estremamente preoccupante il grave ritardo nella nomina del nuovo Direttore Generale. La gestione uscente è stata segnata da una logica particolaristica e caratterizzata da una dirigenza che ha amministrato l’immobilismo, cercando di salvare sé stessa, anziché guidare l'Istituto verso un'evoluzione positiva, bruciando preziose opportunità. Il ritardo accumulato nella scelta di una figura autorevole, competente e in linea con le politiche ambientali europee non è un mero intoppo amministrativo: è una scelta politica che condanna l’Istituto a una deriva senza timone. Una situazione, questa, analoga a quella dell’ENEA, l’altro ente di ricerca vigilato dal MASE, in cui lo stallo nella nomina del nuovo DG è addirittura più lungo; è di tutta evidenza la necessità di superare qualsiasi logica abbia portato al blocco di tali nomine in modo tale da restituire piena funzionalità all’ISPRA e all’ENEA.
Serve una cesura netta: vogliamo un Direttore Generale che sappia gestire e rimettere al centro i lavoratori e le lavoratrici, che innovi, che restituisca all'ISPRA sicurezza finanziaria, capacità amministrativa e snellezza procedurale su cui basare l'autonomia e l'autorevolezza scientifica dell'Ente, non un amministratore che si limiti a gestire lo status quo e a favorire il declino.
Il presidio del 15 giugno ha rotto il muro del silenzio
Lo scorso 15 giugno, tante lavoratrici e tanti lavoratori – precari e di ruolo – hanno gremito il presidio sotto la sede del Ministero, guidati da USB Ricerca, dando voce a un malessere ormai conclamato. La delegazione sindacale è stata ricevuta e ascoltata, ma non ha potuto registrare impegni concreti da parte ministeriale. Sulle risorse economiche, imprescindibili per il ritorno ad un funzionamento dell'Ente in linea con la propria missione, ci è stato detto che spetta al Ministro decidere. Sul piano di stabilizzazione dei precari, necessario per evitare che vengano messe a rischio numerose attività a causa della perdita di decine di persone altamente specializzate, sono state manifestate generiche aperture, ma senza alcuna proposta concreta ed esigibile. Sulla nomina del Direttore Generale, essenziale per sbloccare la stagnazione attuale, si è rimandato a un generico "il CdA saprà scegliere". Disponibilità a parole; ancora nulla nei fatti.
Le nostre richieste sono chiare, improrogabili e inderogabili
Chiediamo a Lei, Signor Ministro, un intervento deciso e risolutivo che si traduca in atti concreti:
1. Lo sblocco immediato della procedura di nomina del Direttore Generale, con la scelta di una figura autorevole, terza rispetto alle logiche di potere, capace di imprimere una svolta gestionale e di restituire all’ISPRA il ruolo che merita.
2. Un incremento strutturale del fondo ordinario nella prossima Legge di Bilancio e, per l’anno in corso, lo stanziamento di risorse straordinarie ad hoc per scongiurare il collasso finanziario e garantire la copertura delle spese incomprimibili.
3. Un piano triennale vincolante per la stabilizzazione integrale di tutto il personale precario, superando i blocchi normativi che impediscono le assunzioni e restituendo dignità a chi da anni sostiene l’operatività dell’Istituto.
4. L’utilizzo integrale e trasparente di tutti i fondi disponibili per le progressioni di carriera.
5. Una riorganizzazione reale e partecipata, che cancelli la logica delle poltrone dirigenziali e metta al centro le necessità operative della ricerca e del personale.
Signor Ministro, la posta in gioco è troppo alta per permettersi attendismi. Il cambio di governance, iniziato con la nomina della Presidente Gallone, deve essere perfezionato subito: è in gioco la tutela del nostro territorio, la qualità della ricerca pubblica e la dignità di chi ogni giorno garantisce, nonostante tutto, il funzionamento di un Ente essenziale. La collettività non può permettersi un Istituto in agonia, e noi non ci fermeremo davanti a nessun ostacolo burocratico o politico.
Roma, 22 luglio 2026
USB PI Ricerca